Palermo

Pirandello e le Sicilie
Giornata di studi


Università di Palermo, 29 Novembre 2017
Organizzatori: Matteo Di Gesù, Marina Castiglione


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«Tutta l’opera di Pirandello potremmo intitolare Girgenti, Sicilia: e tanto Spoon River quanto Girgenti sono, per il vigore del sentimento e dell’intelligenza che le assunsero nel mondo della poesia, il “nostro” paese», ha scritto Leonardo Sciascia. Del retaggio originario che gran parte del corpus pirandelliano rivela, rispetto alle Sicilia, alla sua storia, ai suoi miti, ai suoi abitanti, molto si è scritto. Tuttavia, tornare ancora a riflettere sulla complessa tramatura di relazioni che, nei suoi testi, Pirandello istituisce con la sua terra natale (fino a farne, tra le altre cose, una sorta di sineddoche della questione nazionale), nonché sulla persistenza dell’immagine letteraria, prismatica e univoca insieme che dell’isola la sua opera ha tramandato, non appare pleonastico. Sarà opportuno farlo anche a partire da prospettive metodologiche fino ad ora poco sperimentate in ambito italianistico, dalle quali nondimeno pervengono alcuni contributi critici più recenti: il paradigma ‘orientalista’ e i nuovi studi sul Meridione d’Italia, la costruzione letteraria di modelli identitari nazionali e la corrispondente ‘invenzione’ di una Sicilia esotica e ‘altra’, irriducibile all’unificazione italiana, le nuove interpretazioni storiche dell’età risorgimentale. Ma altresì guardando a come questo spazio geoletterario della Sicilia pirandelliana sia stato rivisitato dagli autori che dallo scrittore di Girgenti hanno raccolto il testimone (da Sciascia a Camilleri), magari per ritrovare un Pirandello ‘mediterraneo’ da affiancare al Pirandello ‘europeo’.